Impariamo dai grassi che sono tornati magri (La Storia di Alan)


Impariamo dai grassi che sono tornati magri (La Storia di Alan) In questo post voglio raccontarti una storia, una storia che parla di difficoltà, momenti difficili, sofferenza, tristezza, ma che come tutte le belle storie ha un finale positivo.

Non è una storia vera, ma è tratta da una storia vera e toccherà a te se vorrai scrivere un commento su quale parte della storia sia vera e quale no, ti do però un indizio:Non è il finale!

Adesso dimmi la verità, ti ho incuriosito abbastanza?

Alan era poco più che ventenne, un giovanotto in carne, goffo, insomma uno che se passeggia per le vie della città non passa inosservato.

E come si fa a pesare 150 chili e passare inosservati?

Era un pomeriggio come tanti, il via vai per le strade, una donna che cammina frettolosamente con in mano una busta della spesa e nell’altra il telefono in cui parla animosamente, alcuni bambini giocano davanti a una chiesetta, due uomini chiacchierano alla fermata del bus e nessuno di loro poteva immaginare il ruolo che aveva in questa storia.

La donna svoltò un angolo e si trovò di fronte un ragazzo, distratto e pensieroso, lo urtò violentemente.

La ragazza, esile com’era cadde a terra, la busta con la spesa le si rovesciò per strada, il telefonò le volò chissà dove.

Lei guardo il ragazzo per un istante e poi con tono scontroso esclamò:”ma tu non guardi dove cammini? stupido ciccione!”

Alan si scusò, era mortificato e ferito da quella frase, si scusò frettolosamente e andò via, continuando a ripensare a quella frase “Stupido ciccione”! ancora e ancora.

Era come un martellante ripetersi nella sua testa.

A scuola che era stupido in molti glielo avevano ripetuto più volte, e che era grasso, beh quello lo sapeva benissimo, per cui perché era così afflitto per qualcosa che infondo era un dato di fatto?

Pensò che forse era meglio prendere l’autobus e tornare a casa, il pomeriggio era rovinato e non era più piacevole passeggiare, così si incammino verso la più vicina fermata.

Due uomini erano li in attesa dell’autobus, Alan si fermò a pochi passi dalle loro spalle, i due ridevano e sembravano molto divertiti, così il ragazzo si interessò alla loro discussione.

“Cosa ci fa un ciccione per strada nel Bronx? Aspetta che lo fanno secco…”

E senti questa: “Come hanno fatto otto ciccioni a stare sotto un ombrello senza bagnarsi? Non stava piovendo”!

E senti quest’altra: “Qual è il colmo per un ciccione? Nascere sotto il segno della bilancia”.

Wow pensò il ragazzo, il mio giorno fortunato, si incamminò lentamente deciso a raggiungere la fermata successiva, meglio un po’  di moto che sentire quei due tipi sbeffeggiare le persone obese.

Quando arrivato ad una piazzetta si fermò a guardare tre bambini che giocavano con un pallone.

In quel momento gli venne in mente la sua infanzia, i momenti in cui anche a lui piaceva correre dietro a un pallone.

Uno di loro diete un calcio al pallone che si diresse verso Alan, lui lo stoppò e lo rimando con un calcio verso i ragazzini.

Pochi minuti dopo anche lui giocava a palla invitato da quei ragazzi, accolto col sorriso, risucchiato in un vortice di divertimento e spensieratezza.

Si dovette fermare, poco dopo, stanco e affannato, i chili sulle spalle erano tanti da non permetterli di fare troppi movimenti senza affaticarsi oltremodo,  si sedette perciò sul gradino della chiesa.

I ragazzi lo circondarono, gli fecero mille domande, su come mai era così bravo a giocare, e lui gli raccontò di come da bambino fosse atletico, giocasse a calcio in una famosa squadra giovanile, ma che poi a causa di un problema di famiglia avesse smesso.

Il problema era stato la perdita di una persona cara, cosa che oltre a farli smettere di giocare a calcio era stata la causa dei tanti chili di troppo, ma questo non lo raccontò ai tre bambini.

Adesso se hai letto fino a qui, sicuramente vorrai sapere come finisce la storia, e io non ho intenzione di deluderti.

Alan torna ogni pomeriggio in quella piazzetta, per insegnare a quei bambini a giocare, e il numero dei ragazzi cresce ogni pomeriggio e ben presto il ragazzone si ritrova ad allenare molti ragazzi, tanti da poter organizzare addirittura un torneo.

Oggi è in forma, è allegro e gestisce una scuola calcio, ho avuto il piacere di conoscerlo e mi ha raccontato la sua storia ed io stupidamente gli ho detto:”Tutto merito di quei tre…” riferendomi ai tre ragazzini che aveva conosciuto quel giorno.

Lui sorridendo disse:”Già se quella donna non mi avesse insultato e se qui due non fossero stati a quella fermata a raccontarsi barzellette sui ciccioni, tutto questo non sarebbe mai iniziato…”.

Restai a bocca aperta, poi sorrisi, lo guardai ancora, negli occhi e gli dissi:”Grazie, ora so quello che devo fare, adesso so come posso stimolarmi e motivarmi per cambiare la mia vita…”

Come? disse lui

“Raccontandomi barzellette sui ciccioni, ricordandomi di tutti gli insulti subiti, iniziando ad aiutare gli altri, come hai fatto tu”.

Tornando a casa quella sera, navigai a lungo su internet, volevo sapere come creare un blog, scoprii come fare e nacque Magripersempre.blogspot.com (se clicchi sul link potrai vedere il vecchio Blog) quello che poco dopo sarebbe diventato il Magripersempre.com che conosci e frequenti.

Grazie Alan, a nome di tutti.

Questa storia ha una bella morale (o forse più di una) e mi piacerebbe sapere cosa ti ha insegnato, quindi se ti è piaciuta questa storia lascia un commento, adesso puoi trarre la tua morale scrivendo un commento nel box in fondo alla pagina.

*******************************************************

Potrebbe anche interessarti: Pensiero dimagrante: sul ring della vita si sale o si perde!

Azione dimagrante o visualizzazione dimagrante?

Iscriviti Gratis al Forum e prova le ricette, fai amicizia e confrontati con tutti gli amici di MPS

Hai scaricato le Risorse Gratuite di Magripersempre.com?

Hai scaricato gli Mp3 di “Chiedilo a Gianluca”? <=Clicca questo link

*******************************************************

 

 

Be Sociable, Share!